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Giuseppe Gorlani
saggista

l'ho già ascoltato tre volte e mi pare che sia un ottimo lavoro, provvidenziale all'interno del panorama musicale contemporaneo, soprattutto di quello un po' asfittico dell'Italia. Ho apprezzato in particolare alcuni brani, per esempio "A.S.C." con l'introduzione davvero stoned di Claudio Rocchi, "La Metafisica delle vette", "Sequentia",ecc. L'unico "appunto" che mi sento di dover fare - dettato, mi rendo conto, dalla mia particolare sensibilità di hippie-musicofilo vecchia maniera - è la scarsa presenza dell'elemento acustico e l'uso massiccio della ritmica e rumoristica elettronica che in genere fatico ad assimilare: conservo sempre un certo sospetto nei confronti della "macchina".
In ogni caso "Paria" rimane un lavoro eccellente, sia sotto l'aspetto sperimentale, sia per l'originalità dei testi.

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Fabio Bottaini
pianista ed inventore dell'Ectomusica

Finalmente una boccata di vision - aria pura, ci voleva! L'ascolto di Paria mi ha dato un bel giro di chiave proteica, come non mi succedeva da tempo. Mi ha fatto rivivere le magiche atmosfere del miglior Canterbury style - i gloriosi Gong di Radio Gnome Invisible soprattutto - e, graditissima sorpresa, la presenza del Grande Sacerdote, il buon vecchio Tim Leary, ha pervaso tutto l'ambiente accendendo e sintonizzando ogni molecola dello spazio-tempo in cui ero immerso.
Bel lavoro, Antonello Cresti e Andrea Gianessi.
Un augurio a continuare la strada intrapresa.

 

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