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PARIA- Nihil Project :

Voto medio: (7)

Recensito da Donato Zoppo

Ritorno al nulla: i Nihil Project

Dal vocabolario del Nihil Project spunta una interessante locuzione: "Alternativa archeo-futurista". E’ la cosa che ci ha maggiormente colpito quando abbiamo incontrato questo progetto.

Innanzitutto l’alternativa. A cosa? Alla società dell’utilitarismo e del materialismo, in favore della riscoperta di una dimensione sacra e spirituale dell’uomo. "Archeo" perché quello del gruppo è un viaggio a ritroso in tutte le esperienze artistiche, musicali in particolare, emerse tra gli anni ’60 e ’70; "futurista" perché è un progetto che cerca nuovi spazi comunicativi.

E così si materializza a noi questo cd, "Paria": l’album d’esordio del duo-collettivo Nihil. Un artwork che in modo incisivo rinvia alla "weltanschaung" del gruppo: Asia e Oriente, aborigeni e sciamani, un "Turn on, tune in, drop out now!" che ci riporta direttamente al maestro Timothy Leary.

I musicisti qui coinvolti sono tanti ma il duo dal quale è partito tutto è composto dai polistrumentisti-manipolatori fiorentini Antonelli Cresti e Andrea "Janex" Gianessi. Il loro progetto, che "vive nel mondo ma non è del mondo", prende forma grazie all’interesse di Giancarlo Passerella, produttore esecutivo del disco. Non è un caso che "Paria" sia la prima uscita della "Ululati dell’Underground" Records, etichetta indipendente per eccellenza, se vogliamo.

L’album è ricco di tante partecipazioni, ne citiamo una in particolare, a noi molto cara e determinante nella riuscita del disco: Maurilio Rossi, mente dei Goad e produttore artistico del duo, nonché partecipe a numerose tracks. L’alternativa archeo-futurista non poteva che materializzarsi così, nell’opening-track "La realtà è la mia illusione", con ospite Hypnowave: loops e samples vocali (tra cui Nusrat Fateh Ali Khan), una sana attitudine psichedelica, richiami alla tradizione sapienziale indiana, per un brano in bilico tra prodigy e Ozric Tentacles, una sorta di techno-cyber punk.

E l’album intero si muove su tali coordinate. Il brano-manifesto è senza dubbio "A.S.C.": gli stati alterati di coscienza sono lo spunto per una grande jam. Free jazz, rumorismi, space rock e avanguardia per una riflessione sul tempo, lo spazio, la persone e le illusioni. Protagonisti ne sono Claudio Rocchi, Mino Di Martino (Giganti, Telaio Magnetico e Albergo Intergalattico Spaziale), Cinzia Defendenti, voce-danza e quant'altro.

Di gran fascino "Thelema", con Rossi e Walter Maioli, un’ipnotica world music che rinvia, per l’appunto, agli Aktuala ma anche alla misconosciuta esperienza dei NADMA. "Llainfair…" ci comunica una forte senso d’estraniamento: tracce vocali di Demetrio Stratos, rumori assemblati e una sperimentazione accanita tra suoni e simboli, sventagliate di basso distorto e un funk pachidermico. "Electric Dawn" è un episodio duro e visionario, tra chitarre roventi, elettronica ed echi di Juri Camisasca.

Come esempio della tecnica del "collage" usata da Cresti e Janex indichiamo "Alienazione metropolitana": un’intro deliziosa con la voce di Carmelo Bene e il testo di L. L. Rimbotti, lo scrittore che già incontrammo con i Goad del "Minosse". Il duo "copia e incolla" Beatles, Sakamoto e frammenti captati dalla radio: non può che tornare alla nostra mente il Battiato di "Clic". Che torna, tra curiosi spunti di piano, ne "La metafisica delle vette", un ossessivo e moderno dark "esoterico": gli odierni Jacula?

Sicuramente "Paria" non è un disco di rock progressivo ma "progressiva" è l’espressione che esso comunica, non solo nel coinvolgere nomi che hanno fatto parte di quel movimento. L’unico difetto del disco è nell’eccessiva lunghezza di alcuni episodi, per certi versi ripetitivi, che potrebbero essere meglio condensati. In ogni caso l’atmosfera "iniziatica" che pervade il disco - ricca di contrasti, talora stridenti - lo rende un piccolo gioiello dell’underground tricolore.

Menzioniamo infine i brani conclusivi. L’evocazione minimalista di "… (Silence)", un muzak che cresce con moog e tromba e ci fa rabbrividire per la misteriosa descrizione egizia di Walter Catalano. Ma ci intimorisce anche "Sequentia", un’intonazione religiosa di Cresti su estratti dal cult-movie "La montagna sacra" di Jodorowsky.

"Vivono nel mondo ma non sono del mondo"… Benvenuti Nihil Project.


Per ulteriori dettagli:
http://www.nihilproject.org - Nihil Project
http://http://www.fanzine.net/udu_records.php - UDU Records

 

 

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